sabato 21 aprile 2018

Il Trasloco con bambini, un cambiamento da non sottovalutare

"Non voglio traslocare!" di Stephanie Blake ci viene in aiuto.


il trasloco con bambini

Nella nostra vita è emersa, come nella vita di Simone, il famoso protagonista del libro di Blake, la necessità di dover cambiare casa e traslocare.
Mio figlio di 5 anni ha iniziato a dirmi che casa sua gli piaceva e che non voleva cambiare!
Ecco che, come da cliché, il mio bimbo ha reagito esattamente come non speravo: “Io non voglio traslocare! Non mi importa!”. Nel libro il fratellino minore di Simone, Gaspare, ha iniziato a dire, ripetendo il fratello maggiore, che non voleva andarsene neanche lui. Esattamente così anche il mio piccolo di casa ha iniziato a lamentarsi. 
Il cambiamento devo dire che spaventa anche me, anch’io mi sono ritrovata a pensare “In questa casa sono nati i miei bambini, li ho visti camminare per la prima volta, sono stata felice…” insomma cambiare spaventa chiunque, ti fa provare un turbinio di emozioni. Soprattutto quando si lascia un luogo come “casa” che significa “pace, conforto, felicità, tradizione, tranquillità, cuore, sicurezza, nido…” tutto sotto i piedi tende a scivolare. Tutti abbiamo dubbi e paure. Noi ci spostiamo da una villa con giardino in mezzo al verde e lontano da tutto, ad un comodissimo appartamento con tanti balconi in centro. Che dire, sicuramente un netto cambiamento e un periodo di forte stress per tutta la famiglia! Cambiare casa è coniugare vecchie e nuove abitudini, è malinconia per ciò che si lascia, ma entusiasmo per la nuova avventura, è abbandonare certezze per buoni propositi, è pensare di fare la scelta migliore senza però nessuna sicurezza.
trasloco babalibriQuello che ho fatto io è stato di rassicurare il mio Pietro, proprio come avrei voluto essere rassicurata io, le parole mi sono uscite senza neppure pensarci, lo tranquillizzavo vedendo i lati positivi del cambiamento che per lui erano la nonna e i suoi amici più vicino a casa nostra, la possibilità di andare al parco giochi più spesso, il cinema e il teatro che lui ama a portata ogni weekend. Per me il cambiamento è importante per la vicinanza al lavoro e il fatto di abitare in centro, anziché sperduti nelle campagne, rende anche possibili comodità che oggi mancano (mezzi pubblici, negozi a portata di passeggiata e sempre aperti). Ho lasciato perciò vivere le emozioni, anche la malinconia, la rabbia e la tristezza verso il lasciare la vecchia casa e cercato di far capire che quelle emozioni erano lecite e che anch'io le provavo, ma ho anche cercato di trasmettere l'entusiasmo e la gioia per l'imminente nuova avventura.
Nel mio caso è stato necessario come sempre parlare con la mia amica Francy che sa sempre cosa dirmi per muovere le corde giuste e rasserenarmi, con i miei bambini ho parlato di tutte le cose belle che ci sarebbero state nella casa nuova e poi abbiamo letto più e più volte “Non voglio traslocare” di Stephanie Blake, edito da Babalibri. Non so quale sia esattamente la magia della frase “caccabupipi” ma funziona alla grande. Loro ridono e si sono immedesimati in Simone e Gaspare e hanno riso tanto.
Hanno capito vedendo le immagini che tutti abbiamo paura, ma occorre accettarle ed  andare avanti perché sovente il cambiamento può essere qualcosa di veramente positivo.

Una volta digerito il cambiamento Pietro ha iniziato ad accettare questa grande novità, ponendo dei limiti e delle condizioni sulla nuova casa: un suo modo di poter controllare il cambiamento. 
Se anche voi siete in fase di trasloco vi consigliamo il libro di Stephanie Blake, adatto dai 3 anni in su.

#famiglia tuttofare




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