domenica 26 febbraio 2017

La triste realtà degli stereotipi in famiglia!


"Che fortuna che tuo marito TI aiuta in casa!!",
"Il mio compagno non MI aiuta con i bambini",
"Eh tu, madre di due MASCHI, allevali bene!"


Eh sì, queste sono alcune delle frasi che mi sento ripetere spesso... ogni volta nel sentirle mi viene istantaneamente l'orticaria, stringo i denti, mi mordo la lingua e cerco, contando fine a dieci, di dire cosa penso al riguardo poi mi avvolge una desolante tristezza!


Undici anni fa io e mio marito abbiamo fatto una SCELTA importante: sposarci! 
Abbiamo deciso INSIEME di mettere su casa e di diventare una FAMIGLIA, abbiamo arredato casa, abbiamo trovato il nostro nuovo equilibrio come COPPIA perché lo stare insieme e il vivere insieme non sono proprio la stessa cosa!
INSIEME ci siamo suddivisi i compiti casalinghi, cercando di assegnarci le mansioni più congeniali ad ognuno di noi: io neppure per un milione di euro amerei stirare, mio marito si rilassa a farlo, io preferisco organizzare e sistemare le cose, lui caricare lavastoviglie e passare l'aspirapolvere.
Se mio marito lava i pavimenti non MI aiuta, ma fa il suo dovere per tenere pulita la NOSTRA casa.
Per me tutto questo è assolutamente NORMALE, è scontato che ognuno faccia la propria parte per tenere in ordine casa NOSTRA, ma mi accorgo sempre più spesso che così non è per tante coppie e spessissimo viene sottolineata la mia FORTUNA!

Beh, per me la fortuna non centra proprio, quando HO SCELTO mio marito sapevo che tipo di uomo avrei voluto accanto a me e che padre desideravo per i miei figli: un uomo rispettoso verso di sé e verso di me! Con valori simili ai miei, una persona che sapesse amare ed apprezzare la vita e che desiderasse avere dei figli, consapevole di tutte le responsabilità connesse!

I figli si fanno INSIEME ed INSIEME si devono allevare, curare, sostenere e crescere con uguali responsabilità, diritti e doveri!


Sentire frasi "Il mio compagno non MI AIUTA mai con i bambini" è per me difficile da digerire e da comprendere. Faccio proprio un' enorme fatica a concepirlo.

La vita è fatta di SCELTE e MAI, proprio MAI, avrei potuto scegliere un uomo non capace di rispettare ME e i NOSTRI FIGLI.
Crescere ed occuparsi di bambini che NOI abbiamo deciso di far nascere è la prima forma di rispetto verso di loro.

Ed arriviamo all'ultima frase, la responsabilità di crescere DUE MASCHI, io sono per eccellenza SUOCERA, quella che per stereotipo rovinerà il figlio maschio, rendendolo un essere dipendente, poco propenso alla cura dei figli, nullafacente a casa... bah io non la vedo proprio così e non condivido questo pensiero, l'educazione verso i figli è la base per entrambi i generi, non importa se maschile o se femminile.
Credo che l'educazione dei figli parta dai valori che con le parole noi cerchiamo di far imparare loro, ma anche e soprattutto dalle nostre azioni, della vita che nella quotidianità io e il papà riusciamo a trasmettere loro.
Che messaggio diamo alle nostre figlie o ai nostri figli se vedono una madre sempre da sola dietro a loro, che ramazza, cucina, pulisce, fai i letti ed impazzisce a far quadrare tutto e con un papà magari spaparanzato sul divano che si guarda la tv o gioca al pc; un papà che per scelta non si occupa di loro, non perché al lavoro, ma perché vuole riposarsi e lo stare con i figli è stancante dopo una lunga giornata lavorativa?!!!

Non è una questione di genere, di fortuna, ma di quello che NOI decidiamo di trasmettere loro, di che idea di donna o uomo noi SCEGLIAMO di fare conoscere ai nostri figli.
Siamo purtroppo spesso anche noi donne portatrici sane, non totalmente coscienti, di una concezione "maschilista" che vede la donna ancora relegata a certi ruoli e doveri! Siamo poco consapevoli dei pregiudizi radicati in noi stesse, di questi MI che escono dalla bocca senza rendercene neanche conto; del fare, fare , fare senza delegare la parte che non ci compete perché culturalmente così ci hanno insegnato.
Il pregiudizio e lo stereotipo di genere sono qualcosa che io mamma di maschio devo cercare di non trasmettere ai miei figli, come te, mamma di femmine; insegniamo insieme il principio di uguaglianza, dove le competenze e le caratteristiche di ognuno vengono valorizzate.
Che poi, salvo equivoci, che ci siano ancora tantissimi uomini che vedono la donna delegata a colf tuttofare e i figli, esseri di proprietà della madre per convenienza, è una triste realtà di cui ho piena coscienza, una realtà in cui io non potrei mai e poi mai vivere!

Per cui DONNE e MAMME ricordatevi che nulla è dovuto, in famiglia tutti devono fare insieme e capire che sono parte attiva di una famiglia.
Non voglio criticare o giudicare nessuno, so che qualcuna penserà "La fai facile tu?", beh no, non sarà facile, ma credo che per amore di noi stesse abbiamo il diritto di volere il giusto e questo post è stato fatto per far pensare, per far riflettere, lamentarsi serve a poco, decidiamo cosa vogliamo per noi e soprattutto cosa insegnare ai nostri figli, non importa se maschi o femmine! Entrambi hanno bisogno di vedere la parità di trattamento...dove?! Nel luogo per loro assolutamente più importante: in FAMIGLIA!

L'essere umano ha la GRANDE fortuna di poter sbagliare, recuperare, cambiare ed evolvere...ricordiamocelo tutti!


#famigliaborbottona

lunedì 13 febbraio 2017

Time's up! Sarrett di Peter Repos Production


Nella nostra ricerca di giochi da consigliare abbiamo trovato un gioco che può essere utilizzato ovunque e da chiunque: Time's Up!

Bambini e adulti possono giocare insieme a questo fantastico gioco che si presta a mille interpretazioni diverse.

Time's up kids è un gioco che può essere facilmente trasportato, viste le piccole dimensioni, ed è consigliato dai 3/4 anni in su. Noi lo utilizziamo con Pietro che ha 3 anni, adeguando le regole alla sua età.
Potete giocare comodamente a casa o durante lunghi viaggi in auto o in attesa dalla pediatra!



Il gioco contiene 220 carte con immagini semplici e colorate, i bambini possono facilmente comprenderle, una clessidra, un sacchetto per trasportare le carte e il regolamento. Il regolamento vi fornisce le basi del gioco e vi dà spunti per semplificare o aggiungere difficoltà alla partita.

Noi giochiamo a squadre di due, Pietro gioca in squadra solitamente con me e deve farmi indovinare le immagini sulle carte senza menzionare il nome dell'oggetto. Incredibilmente ci riesce (vedete il video) e ci divertiamo davvero tutti insieme. Vince la squadra che riesce a far indovinare più oggetti al suo compagno, durante il tempo scandito dalla clessidra (10 minuti a round).
Oppure ancora se ci sono più bambini può essere l'adulto che cerca di far indovinare le carte ai bambini, chi la indovina vince la carta. Vince ovviamente chi ha più carte.

Ancora il regolamento consiglia una variante che fa raggiungere l'apoteosi delle risate, terminato il primo round dove sono state indovinate le carte, le stesse devono essere mimate...qui il divertimento è assicurato (provate voi a mimare un cigno o un cactus!)

Un regalo davvero azzeccato e consigliato!
Lo potete trovare su amazon


Buon divertimento
#iquattromoschettieri

lunedì 6 febbraio 2017

"Il postino dei messaggi in bottiglia" edito da Babalibri


L'amore per questo poetico albo illustrato è iniziato davanti alla vetrina di una piccola libreria di paese: mi ha colpito ed attirato da subito!
Il titolo romantico e misterioso, che fa viaggiare l'immaginazione e chiedersi chissà quali messaggi conserva segretamente la bottiglia della nostra storia?! le illustrazioni delicate della copertina con colori tenui ed un po' malinconici, mi hanno subito fatto pensare lo devo regalare ai miei vandalini... 
Questo magico libro edito da Babalibri e scritto da Michelle Cuevas e illustrato da Erin E. Stead sono sicura vi conquisterà!

La storia narrata è quella di un postino speciale, non un semplice postino che recapita buste o pacchetti, ma un postino che recapita messaggi, frammenti di vita, arrivati dal mare!

Il nostro protagonista vive da solo su un'altura e passa le sue giornate a scrutare il mare alla ricerca di una bottiglia da consegnare al suo destinatario, è una persona molto determinata che svolge con dedizione il suo mestiere, niente può infatti interrompere la sua consegna, perché "un messaggio può ospitare un tesoro, come un'ostrica ospita la perla".



Spesso il nostro postino senza nome si domanda se anche lui un giorno riceverà un messaggio tutto suo, perché si sa, a tutti fa piacere sapere di essere nei pensieri delle persone.

Un giorno però il mare trasporta un messaggio molto particolare: un invito ad una festa in riva al mare! Peccato però che manchi sia il mittente sia il destinatario.
Cosa succederà'?! Riuscirà il nostro determinato postino a compiere il suo mestiere e a trovare il destinatario segreto?!!!



Un libro di una dolcezza malinconica, dove i dettagli sono curati e sempre azzeccati, capace di far parlare le pagine anche senza le parole, grazie alle espressive illustrazioni. I visi, i gesti e i pensieri dei nostri personaggi parlano infatti in ogni pagina.
Un libro che parla di attesa, di speranza e felicità non aspettata che riesce a sorprenderci, a riempire il cuore ed a diventare "un vaso colmo fino all'orlo".





Un libro che fa veramente sognare...

Età consigliata dai 5 anni, ma già ampiamente apprezzato da bimbi di 4 anni.

Lo trovate qui:
Il postino dei messaggi in bottiglia

Buona lettura
#famigliaborbottona