mercoledì 27 luglio 2016

Libri per bambini "Lo strano uovo" edito da Valentina Edizioni




"Lo strano uovo" di Emily Gravett - Valentina Edizioni è un libro diverso dalle solite storie per bambini, per molti aspetti: è originale per il formato, i disegni sono semplici e curati, i colori pastello arricchiscono le immagini e il tema è originale.
 
Racconta di un gruppo di animali che è intento a covare il proprio uovo. Tutti, tranne la Papera. L'avventura ha inizio quando la Papera trova un uovo ed è decisa a covarlo! Gli altri animali dubitano che l'uovo della Papera si schiuderà... ma non lei! Sfogliando le pagine, di misure diverse e con disegni molto belli, tutte le altre uova, ad una ad una, si schiudono, tutte, tranne quello della Papera.
Quando, finalmente, anche quello della Papera si schiude... è amore a prima vista... anche se non è proprio un papero quello che esce dall'uovo....














I punti di forza di questo libro per noi sono:
- E' adattabile a età diverse, lo consigliamo dai 2 anni in su
- La carta è più spessa (non è un cartonato) ma le manine meno delicate lo possono sfogliare senza problemi
- Il formato del libro e le pagine di misure diverse incuriosiscono molto i bambini a sfogliarlo
- I disegni semplici ma ben curati, stimolano le domande dei bambini (chi è? che verso fa? dove vive?)
- Tema originale che può essere un buono spunto per spiegare a bambini molte cose: la nascita, amare le diversità.


Consigliato per le vostre biblioteche di casa!



Buona lettura a grandi e piccini.
#iquattromoschettieri


Il libro ahimè non si trova in questo momento su amazon, noi lo abbiamo trovato in biblioteca, vi mettiamo cmq il link se nel frattempo tornasse disponibile.
Della stessa autrice però ce ne sono altri molto belli di cui vi lascio un link:

martedì 26 luglio 2016

Pesto della mamma super economo!

Questo è il periodo dell'anno in cui inizio a preparare conserve, salse, antipasti vari che potremo consumare durante l'inverno.
Questo fine settimana abbiamo raccolto il basilico e fatto il pesto!
Fare il pesto quest'anno è stato un vero e proprio esperimento per il mio Pietro!
Per lui è stato importante perché ha imparato che cosa significa curare una pianta, raccogliere le sue foglie e poi preparare qualcosa che lui ama mangiare: il PESTO.





"Abbiamo" perché per noi è un rito di famiglia. Si fa tutti insieme.
Usiamo il basilico del nostro orto. Quest'anno Stefano e Pietro lo hanno piantato in primavera in grandi vasi, lo hanno innaffiato insieme la sera prima della nanna e, finalmente, questo week end lo abbiamo raccolto.
Il risparmio è evidente e la qualità di quel che si mangia è superiore.


Ingredienti per il pesto di Monia:

200gr di foglie di basilico pulite
20 gr di pinoli
sale grosso
olio q.b.


Io non metto il parmigiano in questa sede, ma lo aggiungo solo quando servo la pasta in tavola. Questo per diverse ragioni: posso usare questo preparato per insaporire le minestre, posso usarlo per cucinare il pesce. Così se a qualcuno non piace il parmigiano o è intollerante può comunque mangiare il nostro pesto.


Lavate il basilico senza rovinare troppo le foglie.  Noi lo asciughiamo girando gentilmente nell'asciuga-insalata.















Mettete tutto nel mixer aggiungendo olio a filo sin tanto che non si crea una crema.



Per conservarlo io lo congelo nei bicchierini di plastica del caffè oppure faccio i cubetti utilizzando lo stampo per i cubetti di ghiaccio

Buon appetito
#iquattromoschettieri











lunedì 25 luglio 2016

"Ah, l'acqua!" edito da Camelozampa

Ai nostri bambini cerchiamo di insegnare quanto sia importante e vitale l'acqua, di come non sia scontato averla a nostra disposizione in casa e non si debba in alcun modo sprecare.
Non è sempre semplice rispondere ai molti perché dei nostri pargoli.



Cercavamo perciò un libro che parlasse di acqua, unendo una storia a nozioni tecniche un po' più impegnative e l'abbiamo trovato con "Ah l'acqua!" edito da Camelozampa, un libro illustrato che parla di questa importantissima risorsa.
Il libro può essere diviso in due parti: la prima più narrativa, racconta la storia di Lili, una gocciolina d'acqua avventurosa, la seconda più scientifica è invece ricca di tanti spunti di riflessione sull'acqua: formazione delle nuvole, stato dell'acqua: liquido, solido o gassoso ...




La piccola goccia racconta, con belle immagini e semplici parole, il ciclo dell'acqua. Il tutto inizia con Lili che parte per un viaggio sospinta dal vento su una nuvola, passando per le tubazioni dall'acqua, arrivando al fiume e al mare e poi tornare all'inizio.
La storia è poi accompagnata da interessanti schede sui vari stati dell'acqua, sui tipi di acqua esistenti, dolce o salata, da cosa sono formate le nuvole, a che cosa serve l'acqua, dove va a finire quando è sporca...




Crediamo non sia mai troppo presto spiegare ai propri figli quanto sia importante non sprecare l'acqua quando si fa il bagno, si lavano le mani o i denti... I bambini se educati sin da piccolissimi imparano ad usare con coscienza tutte le risorse che ricordiamo sono limitate!
Questo libro può essere lo spunto per iniziare ad assimilare questi temi.

Punti di forza:

- il bambino viene attratto dalle belle immagini del racconto e riesce così ad imparare il ciclo dell'acqua;
- le schede tecniche al fondo sono uno stimolo per le domande e le varie curiosità;
- il libro si presta anche a degli esperimenti da fare con i bimbi sui vari stati dell'acqua; noi, attratti da questi temi importanti, ci siamo subito dati all'opera (a breve vi faremo vedere anche i risultati!);
 - il tema acqua dolce/acqua salata può essere un ulteriore spunto per giocare con i pargoli, si può provare a sentire le differenze nel gusto (aggiungendo del sale all'acqua dolce) e a capire quale animali necessitano di acqua dolce e quali di acqua salata per vivere;
- con Lorenzo abbiamo anche disegnato insieme il ciclo dell'acqua, partendo dalle goccioline del fiume, che salgono in cielo, diventano neve e ritornano sui prati della valle; nozioni basilari che danno già una bella infarinatura per la scuola elementare;
- consigliato dai 5 anni in su o per bambini più curiosi anche dai 3 anni. Nei bimbi più piccoli vediamo molto interessante abbinare alla lettura esperimenti tattili e visivi sul tema dell'acqua.


Buona lettura
#Famigliatuttofare



Ecco dove potete acquistarlo:


mercoledì 20 luglio 2016

Partiamo per la Valle d'Aosta: Cogne!

Sarà per il mio 25% d'origine valdostana, sarà il verde dei prati, la possibilità di lunghe passeggiate in montagna, l'aria frizzantina, la fontina che io adoro, la tanta storia e arte, ci sono giusto quei 22 castelli da visitare, le terme stupende di Pré Saint Didier...ma io la Valle d'Aosta l'adoro e per i bimbi la trovo veramente una bellissima meta.






Oggi vi porteremo a Cogne, un piccolo paesino della Valle d'Aosta che si trova ai piedi del Gran Paradiso. Una meta che offre bellissime attrattive, escursioni nel verde, cascate, parchi giochi...un mix che entusiasmerà sia grandi che piccini!.


Se non siete mai stati in questi luoghi io vi consiglio una passeggiata nel centro di Cogne, il tipico paesino di montagna, con una bella chiesetta, la chiesa di Sant'Orso, dei bei parchi giochi per bambini con vista sulle montagne e una rilassante passeggiata nel verde lungo il sentiero che costeggia il fiume.

parco giochi a Cogne

A pochi km poi da Cogne si trova Lillaz con le omonime cascate, dall'abitato bastano 10 minuti a piedi attraverso un sentiero pianeggiante per raggiungerle. Lungo il percorso troverete anche un'interessante esposizione a cielo aperto sulle rocce della valle, con annessi pannelli esplicativi.

percorso geologico
Le cascate sono costituite da tre salti d'acqua del torrente Urtier e possono essere ammirate nella loro maestosità grazie a dei sentieri che le costeggiano.

cascate
I sentieri sono in salita, non particolarmente faticosi, ma per i bimbi più piccini occorre un marsupio o uno zaino, soprattutto per una questione di sicurezza. Noi il nostro vandalino di tre anni l'abbiamo messo in zaino, mentre Lori (cinque anni) ha camminato tranquillamente da solo.

La salita dura circa un'oretta e vi permetterà di gustare in tutta la loro bellezza le cascate, salendo fino alla sommità del sentiero potrete vederle dall'alto, proprio da sopra il primo tuffo; particolare la flora circostante, con i cardi in fiore, il cielo blu che a poco a poco salendo ti sembra di toccarlo e la veduta sulla vallata e sulle montagne di fronte... assolutamente un'esperienza da fare!

Cascate dall'alto, con vista sul sentiero


fiore del cardo

A Lillaz si trova anche una bellissima area attrezzata, pulita e con servizi igienici che accosta il torrente. Ci si può gratuitamente sedere sul prato all'ombra degli alberi e gustarsi il pranzo al sacco o affittare i tavoli e il barbecue per un costo irrisorio.


area pic-nic attrezzata a Lillaz

Vi diamo infine due dritte su come attrezzarvi per una giornata in montagna:
Noi di solito utilizziamo uno zaino da montagna, tipo questo , quando percorriamo dei lunghi pezzi a piedi, soprattutto su sentieri scoscesi, per il nostro vandalino mignon.
Ci portiamo poi uno zaino da camminata, tipo questo, che tende a scaricare il peso sui fianchi, e lo riempiamo con un cambio completo per i bimbi, una maglia pesante per tutti, k-way (il tempo in montagna può cambiare rapidamente), crema solare (il sole quando c'è scotta), un repellente per insetti, panini, acqua (in pratiche borracce, così può essere riempita fresca alle fontane), una coperta da posare sul prato (tipo questa che non fa attaccare gli aghi dei larici ed è impermeabile).
Per tutti scarponcini da montagna, cappello e occhiali da sole.




Ma la Valle d'Aosta è anche arte e storia, nei prossimi giorni tante info sulle nostre visite ai castelli valdostani.
buon volo!
#famigliaborbottona




martedì 19 luglio 2016

Biscotti SANI di nonna Marisanna!

Quando noi mamme vogliamo o dobbiamo cucinare dobbiamo sempre gestire almeno un bambino attaccato alla gamba, uno che chiama per andare in bagno o un pianto... o sbaglio?!


Io amo cucinare e cerco di coinvolgere Pietro (per ora Federico è ancora poco interessato) in questa mia passione. Come potrete vedere dalle foto, che spesso pubblico, lui è il mio piccolo chef, si diverte un mondo e io sono felice di trascorrere tempo con lui.



Oggi abbiamo fatto dei biscotti che normalmente prepara per noi una persona dolcissima a cui io sono molto legata. La mia seconda mamma.
Ma dobbiamo imparare a farli anche noi perchè i miei piccoli li adorano ed essendo sani gliene concendo molti.

INGREDIENTI:
1 kg di farina bianca (potete in alternativa fare un mix 600 di farina bianca 400 di farina di meliga gialla)
220 gr di olio di oliva
2 bustine di lievito
6 uova
400 gr di zucchero
1 pizzico di sale

Come al solito io uso il mio immancabile robot da cucina ma se non lo avete mettete tutto dentro una ciotola o su una spianatoia. 
Versate tutti gli ingredienti avendo cura di setacciare la farina e il lievito prima di impastare.






Una volta impastato potrete iniziare a fare i biscottini! noi li facciamo con la classica forma di pasta di meliga e utilizziamo una macchinetta che costa pochissimi euri ma è utile anche per altri scopi.



 Se l'impasto dovesse risultare troppo morbido aggiungete della farina al contrario potrete aggiungere un uovo.
Mano a mano che li fate adagiateli su una leccarda con carta da forno.



Infornate con forno statico a 250°.
Li dovete controllare a vista ci vorranno pochissimi minuti, appena sono dorati sfornateli e lasciateli raffreddare.



Accessorio per Biscotti
Ghidini Cipriano 2509 Tritacarne con Accessori per Insaccati-Pasta e Biscotti

Robot da cucina Kenwood
Kenwood FDM781BA Food Processor, Robot da Cucina, Argento

Buon appetito!
#iquattromoschettieri

lunedì 18 luglio 2016

Allattamento al seno l'esperienza di Mamma Francy

Quando rimasi incinta di Lori avevo chiara una cosa, di bimbi ne sapevo poco e di allattamento ancora meno, prima di lui pensavo "se riesco ad allattare qualche mese bene, se no pace"... ma poi qualcosa è cambiato, ho iniziato a leggere, tanto, a documentarmi e da quello che leggevo, sembrava proprio che il latte materno fosse il top per il mio vandalino nel pancione, spesso c'era scritta la frase "allattamento materno esclusivo fino ai 6 mesi e prevalente fino ai due anni".
La mia iniziale idea attacco il bimbo ed è fatta, crolla dopo poche chiacchiere con altre mamme, con la mia mamma e con le nonne, chi mi dice "chissà se ti verrà il latte", chi "a me il latte non è mai arrivato",  chi "ogni volta che si attaccava, il seno mi diventava viola"... un film horror o.o, l'allattamento non sembra più una cosa così semplice e naturale come credevo!
A quel punto, sostenuta da una mamma che stava già allattando la sua bimba, ho deciso di partecipare a degli incontri fatti dalla Leche League, la Lega per l'allattamento materno, per capirne qualcosa in più, sono uscita super soddisfatta, il sentire le esperienze di altre mamma mi aveva "caricato" tanto e convinta di voler allattare Lorenzo.
 La pratica è stata però un po' più complicata e la teoria non è bastata per evitare spiacevoli inconvenienti.
.
....perciò PRIMO consiglio, occhio a chi chiedete pareri, scappate dalle "talebane" dell'allattamento e da chi vi da una visione nefasta della cosa...gli imperativi in questa fase così delicata non servono a niente, se non a farci venire sensi di colpa o insicurezze!

Le mie esperienze:
Iniziamo dalla fine, Lori l' ho allattato per 18 mesi, ma diciamo che allattare non è stata per niente una passeggiata, ho avuto vari ingorghi e problemi di attacco, il primo mese mi sono spessa detta "ma chi me lo fa fare", Lori non riusciva a ciucciare dal seno, riusciva solo ad attaccarsi con il paracapezzoli di silicone, sto coso era però una vera rottura, per nulla pratico, gocciolavo latte da tutte le parti, ero sempre perennemente bagnata, neanche le conchiglie raccogli latte bastavano, ma avevo chiaro l'obiettivo: volevo allattare Lori.
Ho chiesto aiuto da subito, al nido, alle consulenti della Leche e alla puericultrice del consultorio dell'Asl...tutte, proprio tutte, mi hanno sostenuto ed incoraggiato a non mollare e in effetti dopo un mesetto e mezzo, tutto si è abbastanza assestato, sono riuscita a togliere quella plasticona fra me e Lori, il flusso di latte si è adeguato alle richieste del vandalino e anche gli ingorghi sono spariti. Ho perciò poi allattato serenamente il mio vandalino fino a una mattina di aprile, quando, come ho sempre "sognato", di sua iniziativa, senza nessuna mia insistenza, non mi ha più chiesto il seno.


Gabry, vi direte con il secondo e 18 mesi di allattamento sarà andato tutto bene???? Eh...
Appena il voracissimo terremoto si è attaccato al seno ho capito che aveva un bel temperamento il signorino, con lui ho vinto ragadi, che mi facevano letteralmente vedere le stesse ad ogni attacco, ingorghi e mastite, mi sono solo salvata dalla candida però :P, alleluia!..come dire, un terribile trio che però non mi ha fatto desistere dal continuare, tanto che Lele l' ho allattato poi serenamente fino ai 23 mesi. Finché una bella influenza di gruppo a Capodanno dello scorso anno è stato l'input per Lele per non avere più bisogno del mio seno per consolarsi ed addormentarsi.


La sintesi dei nostri allattamenti per sostenere soprattutto quelle che hanno avuto come noi incidenti di percorso con il loro allattamento.
Allattare può non essere facile, non per tutte è quella cosa super naturale e spontanea, perciò chiedete aiuto. Se sostenute, incoraggiate e consigliate tutto può essere risolto, e siamo sicure che, dopo i primi mesi tostini, sarete felici della vostra determinazione nel non mollare.
Ma soprattutto fate ciò che vi fa stare bene, penso fortemente che il latte materno sia l'alimento completo e perfetto per il bimbo, ma se per vari motivi non riuscite ad allattare non fatevene colpe, il vostro bimbo crescerà ugualmente bene!

#famigliaborbottona

Prossimo post consigli pratici su allattamento al seno e misto, seguiteci!
 


venerdì 15 luglio 2016

Allattamenti diversi per mamma Monia

In qualsiasi modo decidiate di allattare il vostro bambino, sappiate che questo gesto è unico e magico. Lui dipende da voi e vi amerà per questo gesto d'amore.

C'è modo e modo di dare un biberon come c'è modo e modo di offrire un seno ad un bambino. Se lo fate col cuore creerete con vostro figlio un legame importante e personalissimo, fatto di sguardi e gesti imperdibili.






Eccomi qui a raccontarvi le mie personalissime esperienze, Pietro con l'allattamento MISTO e Federico con l'allattamento ESCLUSIVO al seno.

ALLATTAMENTO MISTO:
Vi confido che ancora oggi il mio ricordo dell'inizio dell'allattamento, a distanza di tre anni, per il mio primo figlio è un misto di dolore e tristezza.. insomma non ne ho un bel ricordo...
Quando frequentavo il corso pre-parto non mi hanno preparata o, forse, non io ho colto la difficoltà intrinseca in un gesto così apparentemente naturale... Al corso c'erano mamme che non avrebbero allattato al seno, per vari motivi, e mamme che volevano solo allattare al seno.

Per me era scontato l'allattamento al seno.... ma così non è stato...

Sin dai primissimi giorni, in ospedale, le ostetriche mi dicevano che il mio bimbo si attaccava bene e, allora, perchè avevo le ragadi già dal secondo giorno?? Sono uscita dall'ospedale già avendo acquistato paracapezzoli, conchiglie... ma nulla... il dolore non passava.
Ogni volta che Pietro si svegliava per mangiare io piangevo per il dolore che avrei provato di lì a poco.
Vedevo che tutte le altre riuscivano e io non riuscivo ad allattare serenamente.
Poi Pietro piangeva continuamente e allora mi veniva detto "sarà perchè il tuo latte non è buono! Dipende da cosa hai mangiato... sarà perchè non ne hai abbastanza.." insomma non avevo molti sostegni.
Dopo due settimane di puro incubo (diversi giri dalla pediatra, un centro per il sostegno dell'allattamento al seno), sono infine andata da un pediatra, a pagamento, che quando ha visto il seno mi ha detto che per la serenità mia e del bambino dovevo fare guarire le ragadi. Ho iniziato a tirare il latte, con un tiralatte elettrico, ad intervalli regolari (circa ogni 4 ore, giorno e notte...)... per giorni facevo così... tiravo il latte, ne facevo scorte in frigo e lo davo col biberon a Pietro.
Solo che Pietro piangeva appena finito il biberon col mio latte... e quindi il pediatra, pensando avesse ancora fame, ha consigliato di aggiungere del latte artificiale intervallato al mio latte (una poppata di latte artificiale e una di mio latte).
In 10 giorni il mio seno è completamente guarito e ho iniziato a riattaccare Pietro. Ora quel gesto era naturale e piacevole ma, nonostante di latte ne avessi molto, Pietro continuava a piangere..
Alla fine ho continuato con un allattamento misto perchè sembrava che Pietro avesse molta fame... e il mio non fosse sufficiente... Da quel momento dare il biberon o il seno a Pietro è diventato qualcosa che non mi faceva più paura e mi regalava un momento magico e personalissimo con mio figlio.
Oggi, con l'esperienza del mio secondo figlio posso assolutamente affermare che il problema non era il mio latte o il mio seno...  ma semplicemente Pietro soffriva di reflusso e quindi piangeva perchè provava dolore. Io ho continuato ad allattarlo sino a 11 mesi quando sono rimasta incinta di Federico e mi è stato consigliato di non allattare più.
Ancora oggi mi pento di aver smesso con Pietro così presto.



ALLATTAMENTO ESCLUSIVO AL SENO:
Per Federico è andata in modo diverso... mai un problema.
Da subito si è attaccato bene e cresceva in modo regolare. Oggi ha 20 mesi e ancora, la sera e la mattina, "prende la tetta". Adoro questo gesto che con Pietro era diventato doloroso e difficile.






Vorrei finire dicendo a tutte le mamme che hanno i miei stessi dubbi di rivolgersi a degli esperti e MAI ripeto MAI farsi condizionare dalle convinzioni di mamme, nonne o chi parla solo per il piacere di parlare...  anche se sono in buona fede certamente...
Se non vi convince qualcosa seguite il vs. istinto, chiedete chiedete e chiedete...



un abbraccio e buon allattamento!
#iquattromoschettieri

mercoledì 13 luglio 2016

Liguria, non solo mare, 10 motivi per visitarla!

Sono appena tornata da una vacanza di una settimana in Liguria con i miei vandalini, abbiamo soggiornato a Borgio Verezzi e abbiamo anche visitato anche il bellissimo Finalborgo e ammirato i fuochi pirotecnici di Pietra ligure.

Che dire, la Liguria è proprio bella perché oltre al mare c'è molto di più: i promontori a picco sul mare, i suggestivi borghi, i sentieri per piacevoli camminate con i bimbi, musei, grotte...vi basta?!
Per chi come noi, non ama solo stare al mare, ma vuole sempre unire la "scoperta" alle impanature sulla sabbia, è un'ottima meta :) 


Eccovi un elenco di spunti che potrete trovare utili per una vacanza  in questa caratteristica regione:

1 al primo posto in assoluto c'è il mare, pulito, con l'acqua trasparente. La Liguria è la regina delle bandiere blu italiane, ben 25 comuni premiati nel 2016, 13 nel solo savonese. L'acqua è subito alta, perciò bisogna avere le dovute cautele, ma tornerà utile per insegnare ai bimbi a nuotare.

mare a Borgio Verezzi

2 La cucina, sarà che io sono un amante di olive taggiasche e trofie al pesto con patate e fagiolini, ma torno ogni volta con un kiletto in più!

i panorami, i promontori che scendono fino alle spiagge, rendono i panorami incantevoli. Vi consiglio di salire e bervi qualcosa ad un bar/ristorante in cima al promontorio, troverete una vista che vi lascerà un senso di bello e di serenità.


A tale proposito vi consiglio due locali con vista mozzafiato, gentilezza del personale e cura dei particolari, che a noi sono piaciuti veramente tanto:
  • Il cappero a Verezzi,
    un bellissimo bar ristorante, con sale interne molto curate e terrazze panoramiche che si affacciano sul golfo.
    Veduta da Il cappero
  • La Rosa dei venti a Verezzi, si trova vicino alla chiesa di San Martino, nell'ampio spazio antistante la chiesa vi sono i tavolini in cui degustare qualcosa di fresco ammirando lo splendido panorama sulla costa.
Veduta dalla Rosa dei venti
4 i borghi, noi abbiamo visitato:
  •  il bellissimo borgo di Verezzi, con le sue borgate ricche di colori collegate fra di loro da stradine ciottolate, con un mozzafiato panorama sul mare sottostante, viottoli che portano alla suggestiva piazza di Sant'Agostino, chiamata "finestra sul mare", nella quale ogni estate si svolge il festival teatrale e quello di Borgio, con la stupenda chiesa di San Pietro. Per raggiungere le borgate di Verezzi da Borgio, noi abbiamo utilizzato la macchina, l'abbiamo poi parcheggiata in un comodo parcheggio e girata a piedi. E' possibile anche arrivarci da due sentieri che partono da Borgio, il percorso a piedi dura circa 40 minuti, ma è prevalentemente in salita. Una terza opzione è quella di prendere il bus apposito che copre la linea Borgio-Verezzi  (per info sugli orari chiedete all'ufficio del turismo).
    Borgata di Verezzi

Borgata di Verezzi

  • lo stupendo Finalborgo, abbiamo preso il comodo treno e camminato per una 15 di minuti dalla stazione di Finale fino al borgo. Io vi consiglio di assaporarlo camminando con tranquillità, girando tra i piccoli vicoli, al fine di ammirare le belle piazzette e le affrescate e stuccate facciate delle case, di osservare i tanti negozietti e di fermarvi per un aperitivo nei tanti localini.
    Merita anche molto la salita, piuttosto ripida, fino alla Fortezza di Castel San Giovanni da cui si ammira una fantastica vista sui tetti e i campanili del borgo, con in lontananza il mare; molto bella infine è anche la basilica di San Biagio di cui si possono ammirare anche gli interni. Merita assolutamente anche con i bimbi una visita al museo archeologico, di cui vi parlerò fra poco.
    Finalborgo
    Museo archeologico
i trekking : sicuramente la bellezza di Borgio Verezzi può essere pienamente colta percorrendo i tanti sentieri, alcuni assolutamente percorribili con i bimbi. Gli itinerari suggeriti sono 4, i sentieri natura, cultura, geologico e gli antichi percorsi rurali, la cartina dei percorsi la troverete all'ufficio del turismo. Noi ne abbiamo percorsi alcuni a tratti, ai bimbi è piaciuto molto, soprattutto cercare le "tracce" che segnavano la direzione del percorso.
Sentiero nel bosco

6 i monumenti, le chiese e i musei: visitando i borghi e le varie borgate potrete trovare numerose chiese e monumenti interessanti, con utili pannelli descrittivi adiacenti alle opere. A Finalborgo io e il vandalino senior abbiamo visitato il Museo Archeologico. Il museo è diviso in varie sale che ripercorrono i periodi storici del finalese, dando interessanti informazioni sul territorio e sugli insediamenti umani. Molto carino per i bimbi anche il possibile utilizzo in alcune sale di schermi con giochi interattivi sulle tematiche del museo. Presentando il biglietto delle grotte di Borgio Verezzi si ha un sconto sul prezzo dell'entrata.
Vi segnalo anche la mostra "Il martirio dei Santi", nell'oratorio dei Disciplinati, mostra sugli strumenti di tortura con adiacenti pannelli esplicativi. Potrete vedere la sedia inquisitoria, la garrota, la culla di Giuda e altri terribili strumenti che fanno veramente accapponare la pelle e riflettere...con un nodo in gola e la consapevolezza che la tortura esiste ancora!.
La mostra a mio avviso non è indicata per bambini piccoli, io l'ho visitata da sola con mio padre, il costo di entrata è di 5 euro. Vale una visita!.
Chiesa di San Pietro
7 le grotte, molti conoscono le più famose grotte di Toirano, ma oltre a loro ci sono anche le bellissime Grotte di Borgio Verezzi, le grotte turistiche più colorate di Italia. Sono a 10 minuti a piedi dal centro di Borgio Verezzi.
Si possono esplorare con visite guidate che durano circa 50/60 minuti, la nostra guida, molto preparata, è stata anche molto brava a coinvolgere i nostri bambini. Si consiglia un abbigliamento comodo, scarpe chiuse e una maglietta manica lunga, la temperatura interna è di 16 gradi tutto l'anno....e come dice il mio terremotino "belllissssime".
Grotte di Borgio Verezzi

8 il clima: in Liguria c'è un bel clima in estate, non eccessivamente caldo, spesso ventilato, e piacevole sia di giorno sia di notte.
9 aree gioco bimbi: ci sono parecchi parco giochi gratuiti per bambini, ma anche aree a pagamento, come il parco gonfiabile di Borgio Verezzi o il trenino turistico o il luna Park di Pietra Ligure.
Parco giochi di Pietra Ligure
10 i fuochi pirotecnici: per il secondo anno abbiamo avuto la fortuna di assistere ai fuochi d'artificio  per la festa del miracolo di San Nicola a Pietra Ligure, spettacolo che si tiene sul pontile Marinai d'Italia.

Che dire...magnifici, ai fuochi è abbinata una musica di sottofondo che lega magicamente il tutto. Assolutamente da vedere! Qui nel video vi diamo un piccolo assaggio...


I costi...si sa la Liguria non è proprio economica, ma si possono cmq trovare delle soluzioni abitative a spese ridotte.
Noi ad esempio scegliamo il residence, quest'anno siamo stati al Ligure Residence a Borgio Verezzi, abbiamo preso un trilocale e diviso le spese con i miei genitori.
Veduta dal balcone del residence
Il residence è a pochi passi dal mare compreso nel prezzo vi è l'ombrellone e due sdraio ad un lido di fronte. L'alloggio era composto da due camere da letto, salotto con divano letto, cucina, bagno e un bel balcone con vista mare. Parcheggio gratuito interno al complesso. E' vicino ad un negozio di alimentari, ad un tabacchino-giornalaio, alla farmacia e all'ufficio del turismo.
Cucinando in alloggio si riducono cmq i costi, lasciandosi la possibilità di cenare qualche volta nei locali tipici.
Noi poi non siamo da orari fissi per i pasti, perciò ci sentiamo più liberi e rilassati con questa soluzione.

Buone vacanze!
#famigliaborbottona